Abbiamo bisogno di una Milano che riparta dagli ultimi.

Dai lavoratori e dalle lavoratrici, dai giovani con poche possibilità, dai pendolari, dalla comunità LGBTQ+, da chi deve aspettare mesi per una visita, da chi abita nelle case popolari, da tutte quelle cittadine e cittadini lombardi abbandonati da una Milano che ha preferito perseguire logiche di potere e profitto.

Nessuna persona deve essere lasciata indietro e chiunque deve ricevere le stesse attenzioni, a prescindere dal proprio reddito, genere o altra condizione personale.

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